“Tutte le invenzioni nell’arredamento sono dettate dal raggiungimento di un nuovo livello di consapevolezza umana.”
L’incipit può sembrare complesso, ma voglio condividere con te una scoperta illuminante che ho fatto leggendo “La civiltà dell’Empatia” di Jeremy Rifkin.
Questo libro è un trattato straordinario sulla storia dei cambiamenti sociali, dalle antiche società babilonesi fino ai giorni nostri, e tra i vari temi tocca un aspetto a cui raramente pensiamo: l’evoluzione dell’arredamento in relazione alla percezione del Sé.
Fino al Medioevo, gli uomini non conoscevano la dimensione della propria individualità. Erano semplicemente parte di un gruppo: la famiglia, la corporazione, la professione.
Si percepivano come “uno in mezzo a tanti”.
Le dinamiche e le aspettative del gruppo di appartenenza erano l’unico aspetto che contava davvero.
Per noi che viviamo nella società dell’ambizione, del personal branding e del successo personale, questo è un modo di vivere quasi impossibile da immaginare.
Nel Medioevo la privacy non esisteva: nelle dimore si dormiva e si mangiava tutti insieme, persino nei palazzi reali.
Le persone si sedevano su lunghe panche appoggiate al muro, su sgabelli a tre gambe o su cuscini per terra.
L’unica sedia presente nei palazzi medievali era il trono, riservato esclusivamente al sovrano per indicare la superiorità assoluta del suo status.
La rivoluzione della sedia e la nascita dell’individuo
È solo con l’avvento del Rinascimento e dell’Umanesimo che l’essere umano raggiunge finalmente la consapevolezza di sé come entità autonoma.
E questa scoperta dell’autonomia personale si riflette immediatamente sugli oggetti che lo circondano.
Sapevi che la sedia, come oggetto d’uso individuale, fu introdotta solo nel 1490 a Palazzo Strozzi, a Firenze?
L’idea della sedia fu una rivoluzione culturale senza precedenti: rappresentava la sensazione fisica che ogni individuo fosse un essere a sé, autonomo e completo.
In Francia diventò subito una moda travolgente: chiunque appartenesse alla classe borghese ne voleva una per elevare il proprio status.
In pratica, chi poteva permetterselo, acquistava il proprio trono personale.
Ma cosa c’entra tutto questo con una lavagna a fogli mobili e con la comunicazione visiva professionale?
Ci arrivo subito.
Il bisogno inespresso: non è solo una lavagna, è uno Status
Qualche mese fa, durante la pausa caffè di un corso di formazione, io e la mia socia Tiziana abbiamo conosciuto una ragazza che si è avvicinata per farci i complimenti per il progetto KING Flipchart.
A un certo punto ci ha detto:
“Tra qualche mese sarò pronta con il mio primo corso ufficiale, e non vedo l’ora di lanciarlo per potermi finalmente permettere di usare KING!”
Incuriosito, le ho chiesto: “…Permetterti? In che senso, finanziario o di spazio?”
E lei: “No, nel senso che KING mi aiuterà a divulgare meglio il mio messaggio, ma devo sentirmi pronta.”
Noi siamo estremamente attenti a raccogliere le emozioni profonde delle persone che desiderano la nostra lavagnona.
C’è chi la vuole per spirito di emulazione, chi semplicemente perché è bella, chi perché ha bisogno dei fogli giganti per scriverci sopra.
Ma quella ragazza stava cercando di esprimere una sensazione nuova e molto più profonda.
KING le evocava un bisogno che non riusciva a mettere facilmente a parole.
Ragionando insieme a lei, abbiamo capito tutto: in quel preciso momento, non si riconosceva ancora internamente lo status di “Esperta”.
Di conseguenza, non si sentiva ancora “all’altezza” di posizionarsi sul palco accanto a KING.
Solo dopo il lancio del suo primo corso, nella sua mente, avrebbe finalmente suggellato quel traguardo professionale, facendosi vedere accanto alla lavagna panoramica.

KING Flipchart: L’emblema che contraddistingue i migliori
Questa rivelazione ci ha colpiti profondamente.
Spesso siamo i primi a stupirci delle dinamiche psicologiche ed emotive che il nostro prodotto suscita nei professionisti del public speaking.
Esattamente come la sedia nel 1490 ha ridefinito l’individualità e lo status della borghesia rispetto alla massa, oggi la grande KING Flipchart rappresenta lo status visivo dell’ESPERTO.
È il simbolo, l’emblema scenico che contraddistingue i formatori che hanno deciso di giocare un campionato superiore nel mondo della comunicazione visiva professionale.
Non è uno strumento per chi sta iniziando e ha paura di esporsi; è il premio, il manifesto e lo strumento operativo di chi sa di valere e vuole che il pubblico lo percepisca all’istante, senza riserve.
Se senti che è arrivato il momento di legittimare il tuo status e di elevare la percezione della tua autorità sul palco o nei tuoi video, scopri le caratteristiche tecniche che rendono unico questo strumento.
Scegli il tuo modello KING Flipchart
ed esibisci il tuo valore
Tu ti senti già pronto per il tuo trono personale sul palco?
Al tuo grande successo!
Sandro Rizzo
Co-fondatore e Inventore di KING Flipchart







