“Gli oggetti che scegliamo non svolgono soltanto una funzione: spesso raccontano anche chi siamo e quale posizione vogliamo occupare.”
Questa riflessione mi è tornata in mente leggendo La civiltà dell’Empatia di Jeremy Rifkin e ragionando sull’evoluzione degli oggetti che ci circondano.
Per secoli il modo di sedersi raccontava anche la posizione sociale di una persona. Panche, sgabelli e sedute comuni appartenevano alla vita quotidiana, mentre il trono aveva una funzione completamente diversa: rendere visibile lo status di chi lo occupava.
Durante il Rinascimento anche le sedute individuali divennero progressivamente oggetti attraverso cui esprimere identità, prestigio e posizione sociale. Una celebre sedia appartenuta alla famiglia Strozzi, realizzata a Firenze alla fine del Quattrocento, è un esempio perfetto di come anche un oggetto funzionale potesse diventare una manifestazione visibile di prestigio.
Dalla sedia comune al proprio “trono” professionale
La storia ci racconta quindi un percorso interessante.
Una sedia serve per sedersi.
Un trono serve anch’esso per sedersi.
Ma nessuno confonderebbe il significato dei due oggetti.
La funzione pratica può essere simile, mentre ciò che comunicano è completamente diverso.
Ed è proprio qui che questa storia entra nel mondo della formazione, del public speaking e della comunicazione visiva professionale.
Anche una normale lavagna a fogli mobili e KING Flipchart permettono entrambe di scrivere davanti a un pubblico.
Ma la domanda interessante non è soltanto:
“Posso scriverci sopra?”
La domanda è:
“Che cosa comunica di me lo strumento che porto sul palco?”
Il bisogno inespresso: quando una lavagna diventa anche uno status
Qualche mese fa, durante la pausa caffè di un corso di formazione, io e la mia socia Tiziana abbiamo conosciuto una ragazza che si è avvicinata per farci i complimenti per il progetto KING Flipchart.
A un certo punto ci ha detto:
“Tra qualche mese sarò pronta con il mio primo corso ufficiale, e non vedo l’ora di lanciarlo per potermi finalmente permettere di usare KING!”
Incuriosito, le ho chiesto:
“Permetterti? In che senso? Economicamente?”
Lei mi ha risposto:
“No. So che KING mi aiuterà a divulgare meglio il mio messaggio, ma prima devo sentirmi pronta.”
Questa risposta ci ha fatto riflettere.
Noi ascoltiamo con molta attenzione le motivazioni dei professionisti che desiderano KING.
C’è chi la sceglie per la grande superficie di scrittura, chi per la stabilità, chi per utilizzarla davanti a un pubblico numeroso, chi perché vuole uno strumento più professionale rispetto a una normale lavagna da ufficio.
Ma quella ragazza stava esprimendo qualcosa di diverso.
Non sentiva ancora di aver raggiunto lo status professionale che, nella sua mente, associava a KING.
Prima voleva lanciare il proprio corso. Poi avrebbe sentito di avere conquistato il diritto di salire sul palco accanto alla grande lavagna panoramica.
In altre parole, KING non rappresentava soltanto uno strumento da utilizzare.
Rappresentava il livello professionale che voleva raggiungere.
Lo status professionale viene percepito anche attraverso gli strumenti
La competenza di un professionista si dimostra attraverso ciò che sa fare.
Ma quando sale sul palco, il pubblico percepisce anche tutto ciò che lo circonda.
La sala.
Le luci.
Il fondale.
Le slide.
L’abbigliamento.
E naturalmente gli strumenti che utilizza per comunicare.
È lo stesso principio che abbiamo approfondito parlando di autorevolezza sul palco e immagine professionale del formatore.
Ogni elemento contribuisce alla coerenza tra ciò che il professionista afferma di essere e ciò che il pubblico vede.
KING Flipchart: dalla funzione al significato
Una normale lavagna a fogli mobili svolge una funzione precisa: sostiene dei fogli sui quali scrivere.
KING svolge la stessa funzione di base, ma è stata progettata partendo da un contesto completamente diverso.
Non l’ufficio. Il palco.
Non una piccola riunione intorno a un tavolo, ma corsi, workshop, convention e presentazioni davanti a un pubblico.
Per questo abbiamo lavorato su grande superficie di scrittura, proporzioni panoramiche, stabilità e trasportabilità.
Quando uno strumento viene progettato specificamente per un determinato contesto professionale, cambia anche il modo in cui viene percepito.
Ed è qui che torniamo alla metafora iniziale.
La sedia e il trono permettono entrambi di sedersi. Ma non raccontano la stessa storia.
Allo stesso modo, una piccola lavagna da ufficio e KING permettono entrambe di scrivere su un foglio.
Ma davanti a un pubblico non occupano lo stesso spazio, non producono lo stesso impatto visivo e non comunicano la stessa intenzionalità professionale.
Quando KING diventa il “trono” della comunicazione visiva
Non significa che acquistare KING trasformi automaticamente qualcuno in un grande formatore.
Significa qualcosa di più interessante:
quando hai già costruito competenza, esperienza e autorevolezza, puoi scegliere strumenti capaci di rappresentare visivamente quel livello.
È esattamente ciò che quella ragazza aveva intuito.
Non stava aspettando di potersi permettere economicamente KING.
Stava aspettando il momento in cui avrebbe potuto guardarla sul proprio palco e pensare:
“Adesso questo è il mio posto.”
Da quel momento una lavagna non è più soltanto una lavagna.
Diventa parte della propria identità professionale.
Dalla sedia al trono: quale immagine vuoi portare sul palco?
Prima del tuo prossimo corso, evento o video, guarda gli strumenti che utilizzi dal punto di vista del pubblico.
Sono semplicemente funzionali?
Oppure sono coerenti con il livello professionale che vuoi rappresentare?
Se hai già deciso di alzare la tua asticella, KING è stata progettata per accompagnarti proprio lì: sul palco, davanti al tuo pubblico, mentre trasformi le tue idee in comunicazione visuale.
Scopri le configurazioni KING Flipchart
Al tuo grande successo!
Sandro Rizzo
Co-fondatore e Inventore di KING Flipchart






